Prestiti Inpdap: da quelli veloci alla cessione del quinto
12 September 2011
I dipendenti statali, iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, hanno la possibilità di accedere alle varie forme di finanziamento, a condizioni agevolate, erogate dalla stesso Inpdap. Tra questi spiccano i prestiti veloci, costituiti dal mini prestito, che mette a disposizione degli aventi diritto, una somma che dovra essere rimborsata a 12 mesi, 24, 36 oppure 48. Con il prolungarsi della durata di rimborso aumenta anche l’importo: pari a una mensilità per il rimborso più breve, che sale a 2, 3 e 4 mensilità con l’aumentare delle durate. E’ inoltre prevista la possibilità di rinnovare il prestito ma con durate dimezzate rispetto a quelle precedentemente ottenute (se il finanziamento prevedeva il rimborso a 12 mesi il tempo sarà di sei, se era a 24 sarà di 12 e così via).
La particolarità dei prestiti veloci risiede nella tempistica, molto stringata, poiché si presume che la loro richiesta venga effettuata per far fronte a situazioni di emergenza. Tra i prestiti veloci possono essere fatti rientrare anche la cessione del quinto e il prestito con delega o la cessione del doppio quinto, dal momento che se sussistono gli elementi soggettivi per accedervi, il prestito verrà concesso, ma sempre nel rigido rispetto del rapporto rata reddito (di un quinto per il primo e due quinti per il secondo). In entrambi i casi si tratta di prestiti personali, per cui non deve essere specificato l’impiego del finanziamento.
In particolare la cessione del quinto Inpdap è ormai aperta non più solo ai dipendenti statali, ma anche a tutti i dipendenti pubblici ed ai pensionati Inpdap, che siano in possesso dei requisiti minimi soggettivi previsti (tutti i lavoratori pubblici possono ormai aderire al fondo della gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali)